REZUM e LASER LUCE VERDE

TERMOTERAPIA CON REZUM

Il Dr. Fabio Bonini è medico chirurgo certificato per interventi REZUM

La terapia chirurgica dell’ipertrofia prostatica con termoterapia REZUM rappresenta la nuova frontiera del trattamento mini-invasivo dell’IPB.

Il trattamento con Rezum è indicato in pazienti selezionati, preferibilmente non affetti da sintomatologia irritativa severa, con prostate eccessivamente voluminose (indicata per prostata tra i 30 e gli 80 grammi) o condizioni di marcata infiammazione delle basse vie urinarie (prostatite)

È indicato nei pazienti che:

  • Desiderano interrompere la terapia medica e gli effetti collaterali ad essa connessi.
  • Non sono ancora pronti per un intervento chirurgico.
  • Desiderano preservare la funzione erettile e l’eiaculazione
  • Ripresa in tempi rapidissimi delle proprie attività

La procedura, come tutte quelle endoscopiche prevede l’inserimento di uno specifico strumento all’interno dell’uretra (quindi transuretrale, ovvero senza incisioni cutanee) Attraverso una sonda inserita dal pene (per via transuretrale) sino a visualizzare i lobi prostatici che causano l’ostruzione alla normale fuoriuscita dell’urina. Si inserisce quindi un sottile ago all’interno dei lobi prostatici, attraverso questo ago sottile si insuffla direttamente nella prostata vapore acqueo: l’energia termica diffusa dall’ago nell’interstizio del tessuto prostatico per convezione determina la rottura delle membrane cellulari. Il numero di insufflazioni dipende dalle dimensioni della prostata. La procedura dura pochissimi minuti (difficilmente supera i 5-10 minuti). Consente la riduzione del volume prostatico di circa il 40% (non è da considerarsi un intervento definito, potrebbe essere necessario in futuro eseguire ulteriori manovre chirurgiche.

Questa procedura a differenza delle altre tecniche chirurgiche (TUR prostata classica, fotovaporizzazione laser della prostata) può essere eseguita senza ricorre ad anestesie spinali (o generali), ma con l’instillazione di anestetico direttamente nell’uretra e con una blanda sedazione.

Il paziente può essere dimesso rapidamente (anche nella stessa giornata) con catetere vescicale. Infatti, l’effetto di riduzione del volume prostatico e quindi della disostruzione non è immediato ma avviene nell’arco di qualche settimana.

Si consiglia di rimuovere il catetere vescicale dopo 1 settimana, meglio dopo 2 settimane nei pazienti portatori di catetere vescicale. Nel frattempo, si somministra adeguata terapia decongestionante antibiotica ed antinfiammatoria.

Questo perché il trattamento con Rezum potrebbe determinare dopo l’intervento l’insorgenza di sintomatologia urinaria caratterizzata da difficoltà alla minzione, bruciore urinario, minzioni frequenti (pollachiuria), nicturia (minzioni notturne) della durata variabile da alcuni giorni ad un mese. 

A distanza di circa un mese si ottengono i primi benefici del trattamento con una risoluzione della sintomatologia ostruttiva ed irritativa presente prima dell’intervento contestualmente ad un aumento dell’intensità del flusso urinario.

Il risultato definitivo si ottiene dopo circa 2-3 mesi (la risposta può comunque variare da paziente a paziente)

L’intervento generalmente non determina una scomparsa della eiaculazione.

vantaggi della terapia con Rezum includono:

  • la mini-invasività
  • la semplicità e la rapidità di esecuzione con una minima sedazione ed anestesia locale
  • riduzione tempi degenza 
  • la rapida ripresa delle normali attività quotidiane
  • riduzione dei sintomi e preservazione della funzione sessuale.

Possibili effetti collaterali

I possibili effetti indesiderati comprendono: la disuria (minzione dolorosa), l’ematuria (sangue nelle urine, generalmente di lieve entità), emospermia (sangue nello sperma), riduzione del volume e dell’aspetto dell’eiaculato, infezioni delle basse vie urinarie, urgenza minzionale, frequenza minzionale, ritezione acuta di urina. Tali effetti collaterali post-procedura sono reversibili dopo qualche settimana nella quasi totalità dei casi e nella maggior parte dei casi possono non verificarsi.

Può esser causa di deficit erettile o perdita dell’eiaculazione?
Non ci sono studi in letteratura che riportino deficit erettile correlato al trattamento con Rezum. Studi approvati dalla FDA americana riportano la preservazione dell’eiaculazione nel 98% dei casi. È possibile che dopo il trattamento ci siano però variazioni di quantità e aspetto, generalmente il liquido seminale si presenta più trasparente

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LASER A LUCE VERDE: GREENLIGHT LASER

Il laser cosiddetto a luce verde o GREENLIGHT laser (cristallo di Litio Triborato LBO), è una opzione chirurgica per i pazienti che in attesa di trattamento endoscopico dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB).

L’IPB è una patologia assai diffusa che colpisce individui di sesso maschile di norma sopra i 55 anni: è la quarta malattia più comunemente diagnosticata tra gli uomini di età superiore ai 50 anni, preceduta da coronaropatia, ipertensione arteriosa e diabete mellito di tipo 2.

L’IPB incide pesantemente sulla qualità di vita con sintomi che comprendono disturbi alle vie urinarie (dalla difficoltà a urinare, urgenza e frequenza anche notturna e nei casi più seri alla completa ritenzione urinaria che richiede il ricorso al catetere per lo svuotamento della vescica), disfunzioni sessuali, impotenza e problemi di eiaculazione.

L’aumento progressivo dell’aspettativa di vita determina inevitabilmente un aumento degli uomini affetti da tale patologia, coinvolgendo circa l’87% degli uomini intorno agli 80 anni. E’pertanto molto frequente che un uomo, soprattutto se anziano, sia affetto non solo da IPB ma contemporaneamente da una o più delle altre patologie sopracitate e che proprio a causa di quest’ultime presenti un rischio operatorio elevato o addirittura una controindicazione all’intervento per le possibili complicanze emorragiche. Questi pazienti sono infatti spesso portatori di pace-maker o defibrillatori, assumono terapia con antiaggreganti o anticoagulanti che non possono essere sospesi, se non per periodi brevissimi, e sono pertanto a rischio di emorragie importanti, di complicanze cardio-vascolari e cerebrovascolari acute se operati con le tecniche tradizionali.

Nei casi in cui il trattamento medico non dia beneficio o fallisca occorre infatti valutare la necessità di un intervento disostruttivo, preferibilmente endoscopico.

Il LASER a LUCE VERDE permette un nuovo approccio al trattamento chirurgico dell’IPB: il raggio laser non si disperde nell’ambiente acquoso tipico di dell’intervento endoscopico ma agisce direttamente sul tessuto adenomatoso vaporizzandolo con elevata efficacia.

Inoltre l’elevata capacità coagulativa del laser garantisce un minimo sanguinamento post operatorio e la possibilità di rimozione del catetere vescicale in prima o seconda giornata.

L’intervento risulta mininvasivo: viene eseguito per via endoscopica (senza tagli sulla cute) in anestesia spinale. La fibra laser viene introdotta attraverso l’uretra mediante un cistoscopio di calibro ridotto, e si vaporizza con estrema precisione l’area interessata senza provocare sanguinamento

In sintesi il LASER a LUCE VERDE garantisce:

 trattamento dell’IPB con maggiore sicurezza grazie all’utilizzo della soluzione fisiologia rispetto alla glicina;

 accorciamento dei tempi operatori rispetto alla tradizionale resezione endoscopica;

 decisa diminuzione dei giorni di ricovero ospedaliero del paziente grazie alla grande capacità coagulativa di GREENLIGHT XPS™ 180W (unica per motivi tecnici) che consente la rimozione del catetere vescicale e la dimissione dello stesso in seconda giornata.

 eliminazione dei problemi di sanguinamento post- operatorio che possono necessitare di re-interventi sul paziente o di ulteriori complicanze (specie nei pazienti complessi con patologia cardio-vascolari) con conseguente prolungamento dei tempi di degenza, aggravio di costi;

 trattamento di pazienti che non acconsentono alla eventuale emo-trasfusione per motivazioni culturali/religiose;

 nessuna limitazione nel trattamento di pazienti con terapia antiaggregante e senza sospensione della stessa. Nei casi di assunzione dei moderni anticoagulanti basterà la sospensione dei giorni minimi previsti senza ricorrere a sostituzione con eparine a basso peso molecolare. Spesso questi pazienti non vengono trattati con le tecniche tradizionali. Le linee guida dell’EAU e dell’AUA consigliano fortemente l’utilizzo del laser a luce verde;

 possibilità di trattamento di pazienti con pacemaker poiché non viene utilizzata energia elettrica;

 trattamento dei pazienti che in molti casi sono sottoposti a cateterismo a permanenza con evidenti disagi e costi secondari (sostituzione frequente del catetere, somministrazione di farmaci ecc…)

 dimostrate diminuzioni di complicanze postoperatorie, rispetto alle altre metodiche di intervento: re-interventi, disuria, danni da morcellazione di tessuti, infezioni post- operatorie del tratto urinario, perforazioni capsulari

 recupero funzionale e sociale del paziente in tempi più brevi (degenza di 1- 2 notti);

 mobilizzazione rapida del paziente dal letto (il giorno stesso dell’intervento), con riduzione delle complicanze trombo-emboliche.

 possibilità di proporre il trattamento chirurgico a pazienti anziani fragili con patologie multiple, altrimenti esclusi da tale possibilità per rischio operatorio elevato

Con LASER a LUCE VERDEsi sono riscontrate complicanze solo nel 12% dei pazienti: disturbi minzionali di tipo irritativo di durata limitata nel 10%, ematuria tardiva nel 3%, stenosi del collo vescicale nell’1,5 %. A due anni dall’intervento il 95% dei pazienti si dichiara molto soddisfatto con la completa risoluzione dei sintomi, ripresa immediata della minzione e netto miglioramento delle disfunzioni sessuali”

Occorre comunque sempre ricordare che stiamo sempre parlando di un intervento chirurgico, per cui occorre sempre una attenta valutazione ed inquadramento clinico-diagnostico.

Il Dr. Fabio Bonini esegue interventi con Greenlight Laser (laser a luce verde) presso Ospedale San Giacomo di Novi Ligure.